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Il Mercato delle Scommesse Sportive in Italia: Dati, Trend e Raccolta 2026

Dati e statistiche del mercato delle scommesse sportive in Italia 2025

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Indice dei contenuti
  1. 165 miliardi di raccolta: radiografia del mercato del gioco in Italia
  2. Le scommesse sportive nel quadro complessivo: 19 miliardi di raccolta
  3. Dalla raccolta alla spesa netta: dove finiscono i soldi dei giocatori
  4. Il nesso tra crescita del mercato e digitalizzazione dei pagamenti

165 miliardi di raccolta: radiografia del mercato del gioco in Italia

Ogni volta che presento questi numeri a chi non è del settore, la reazione è sempre la stessa: incredulità. Nel 2026 la raccolta di gioco in Italia ha raggiunto 165,3 miliardi di euro, con entrate erariali pari a 11,4 miliardi, secondo la Prima Relazione sul settore dei giochi pubblici del Ministero dell’Economia. La raccolta ha superato quella del 2024 di oltre 7 miliardi, con una crescita del 4,55%.

Ma la raccolta non è la spesa dei giocatori. È il volume lordo delle giocate, la somma di tutti i soldi movimentati, compresi quelli che tornano ai giocatori sotto forma di vincite. La spesa netta — la differenza tra giocate e vincite, cioè quanto i giocatori hanno effettivamente perso — è stata pari a circa 15 miliardi di euro nel 2026 secondo le elaborazioni su dati ADM. Quindici miliardi è il costo reale del gioco per gli italiani.

Il canale online ha assorbito 100,88 miliardi di euro, il 61% della raccolta totale. Rispetto al 58,5% del 2024, la migrazione verso il digitale continua, lenta ma costante. Per chi analizza i pagamenti come me, questo trend è il cuore di tutto: ogni euro giocato online transita attraverso un sistema di pagamento digitale. Visa, Mastercard, e-wallet, bonifico — sono i binari su cui viaggia questo mercato.

Le scommesse sportive nel quadro complessivo: 19 miliardi di raccolta

All’interno del mercato del gioco, le scommesse sportive a quota fissa su eventi reali hanno raggiunto una raccolta di 19,1 miliardi di euro nel 2026, in calo del 3,2% rispetto al 2024 secondo la Relazione MEF. La raccolta online ha toccato 13.905 milioni, oltre il 70% del totale.

Il dato del -3,2% richiede un’interpretazione. Non significa che il mercato delle scommesse si stia contraendo. Significa che il 2024 era stato un anno eccezionale, con gli Europei di calcio che avevano spinto i volumi a livelli record. Il trend triennale 2023-2026 mostra una crescita complessiva del 20,9% della raccolta, segno di un mercato in salute strutturale.

Quello che mi interessa come analista dei pagamenti è la composizione di questi 13,9 miliardi online. Ogni deposito, ogni piazzamento, ogni vincita passa attraverso un circuito di pagamento. Con 6,2 milioni di conti gioco attivi, il deposito medio annuo per conto si attesta intorno ai 2.200 euro, un numero che include sia i giocatori occasionali (un deposito al mese) sia quelli intensivi (depositi quotidiani). La distribuzione è fortemente asimmetrica: una minoranza di giocatori genera la maggioranza del volume.

Dalla raccolta alla spesa netta: dove finiscono i soldi dei giocatori

La spesa netta di circa 15 miliardi di euro nel 2026 è il numero che conta davvero per capire l’impatto economico del gioco. Da quei 15 miliardi si sottraggono le tasse (11,4 miliardi di entrate erariali provengono dall’intero settore del gioco, non solo dalle scommesse), i costi operativi dei concessionari e il profitto degli operatori.

Per le scommesse sportive, il payout medio online si attesta intorno all’89%, il che significa che su 13,9 miliardi di raccolta online, circa 12,4 miliardi tornano ai giocatori come vincite. La differenza — circa 1,5 miliardi — è il GGR (Gross Gaming Revenue) delle scommesse sportive online. Su questo margine, i concessionari pagano il 24,5% di tassa GGR (circa 370 milioni) più tutte le spese operative.

Perché questi numeri contano per chi usa Visa? Perché il costo dei pagamenti è una voce significativa nelle spese operative dei bookmaker. L’interchange fee, le commissioni del gateway, i costi del 3D Secure, tutto contribuisce a comprimere il margine dell’operatore. E quando il margine si comprime, il giocatore ne risente indirettamente: quote leggermente meno favorevoli, commissioni sui prelievi, promozioni meno generose.

C’è un altro dato che inquadra la dimensione economica: nel 2026 in Italia sono stati aperti 6,2 milioni di conti gioco online. Con una raccolta online complessiva di oltre 100 miliardi, il volume medio per conto supera i 16.000 euro annui. Ma questo numero è distorto dalla concentrazione: una minoranza di conti genera la grande maggioranza della raccolta, mentre milioni di conti sono poco attivi. Per il giocatore occasionale con depositi mensili di 50-100 euro, l’impatto delle commissioni Visa è marginale. Per il giocatore intensivo con migliaia di euro al mese, diventa un fattore rilevante nel calcolo del rendimento netto.

Il nesso tra crescita del mercato e digitalizzazione dei pagamenti

La crescita della raccolta online dal 58,5% al 61% del totale nel solo biennio 2024-2026 non sarebbe stata possibile senza la parallela evoluzione dei pagamenti digitali in Italia. Non è un caso che l’anno in cui i pagamenti digitali hanno raggiunto 518 miliardi di euro sia anche l’anno in cui le scommesse online hanno sfondato il muro dei 100 miliardi di raccolta.

La relazione è bidirezionale. Da un lato, la familiarità crescente degli italiani con i pagamenti digitali, il 52% si dichiara Digital First — abbassa la barriera d’ingresso al betting online. Chi è abituato a pagare con la carta al supermercato non ha remore a depositare con la stessa carta su un bookmaker. Dall’altro, la pressione competitiva tra i concessionari ADM spinge all’adozione di sistemi di pagamento sempre più avanzati: Apple Pay, Google Pay, pagamenti biometrici, carte virtuali.

Questo circolo virtuoso ha un limite naturale: la penetrazione dei pagamenti digitali non può crescere all’infinito, e con essa il tasso di crescita del betting online si stabilizzerà. Gli analisti del Politecnico di Milano parlano di una fase di maturità sostenibile dei pagamenti digitali. Le scommesse online seguiranno lo stesso percorso: crescita decelerata, consolidamento degli operatori, e focus sulla qualità dell’esperienza piuttosto che sull’espansione quantitativa. Per un’analisi di come la riforma concessoria sta ridisegnando questo scenario, rimando all’approfondimento sulle concessioni 2026 e il loro impatto sui pagamenti.

Quanto vale il mercato delle scommesse sportive online in Italia?

La raccolta online delle scommesse sportive a quota fissa nel 2026 ha raggiunto 13.905 milioni di euro, oltre il 70% della raccolta totale delle scommesse sportive (19,1 miliardi). La spesa netta dei giocatori (raccolta meno vincite) è significativamente inferiore, con un payout medio intorno all’89%.

La crescita della raccolta online è legata all’uso dei pagamenti digitali?

Sì. La migrazione del betting verso il canale online — dal 58,5% al 61% della raccolta tra 2024 e 2026 — è sostenuta dalla crescente familiarità degli italiani con i pagamenti digitali. Il 52% della popolazione è Digital First, e questa abitudine si estende al gioco online, dove ogni transazione passa attraverso un circuito di pagamento digitale.

Creato dalla redazione di «Visa Scommesse».